
The Project
Y is for yoga - Y for Yoga.
Y is actually the first letter of the word yoga. In English, Y is pronounced as "Why."
With this project, I want to create a space for practicing yogic movement, respecting the body, its abilities, and its resources, a laboratory for researching the beautiful potential it offers.
This is my why. Through listening, practice, and observation, I invite you to find yours.
The yoga I facilitate is guided by a rigorous study of applied anatomy, stems from Hatha Yoga, and integrates somatic teachings inspired by Body-Mind Centering.

About me
My name is Chiara and I've been practicing since 2018. Since then, I've developed a passion for yoga as a tool for understanding myself better.
I trained in L'arte degli aggiustamenti ("the art of adjustments") with Francesca Petrilli at the Centered Yoga Studio in Milan and with Emanuela Passerini, with whom I explored somatic practices and experiential anatomy inspired by Body-Mind Centering. I studied yoga-applied anatomy with Leslie Kaminoff and Amy Matthews. I practice online with Lizzie Lasater and Mary Richards.
I'm an associate member of A.Me.Co., Associazione di Meditazione di Consapevolezza (meditation of open awareness).
But yoga isn't the only thing in my life.
Le lezioni
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1 hr
15 euros



![Oggi parlavo con la mia amica @bertina82 della complessità di comunicare una pratica che non ti porta a ottenere nulla, se non a sentirti. Quasi una forma d'arte. Leggevo qualche tempo fa della creatività sulla newsletter di @tlon.it "Dunque, qual è il punto? Ancora una volta, non esiste, perché la creatività è un processo che non porta a niente e non finisce mai, ma chiede di essere ripetuto, proprio come si fa con l’attività fisica. La creatività non porta a niente, non esiste un punto, c’è solo immersione.".
I messaggi che ricevo, per lo meno dalla mia bolla social e non, è che siamo mancanti, esseri da colmare, riempire, correggere, sanare. Lacuna, gap, errore, patologia.
Di fronte a questa medicalizzazione e in barba a ogni brand promise che il marketing vorrebbe, io non faccio nessuna promessa. Invito a unirsi a una pratica per sentirsi, per rientrare in contatto con sé.
Con questi pensieri in testa ho ripreso un libro per me fondamentale, "Mente zen - Mente di principiante. Discorsi sulla meditazione e sulla pratica del maestro Shunryu Suzuki-roshi. Edizione italiana @astrolabio.ubaldini_editore.
Con un gesto di bibliomanzia, ho riaperto il libro al capitolo "Niente di speciale". Ne riporto un breve passaggio:
"[...] Finché siamo vivi, facciamo sempre qualche cosa. Ma finché continuate a pensare: "Io lo sto facendo" o "Io lo devo fare" oppure "Devo ottenere qualcosa di speciale", in effetti non state facendo niente. Quando lasciate perdere, quando non desiderate più niente, o quando non cercate di fare niente di speciale, allora fate qualcosa. Quando non c'è alcuna idea di conseguimento in ciò che fate, allora fate qualcosa. Nello zazen ciò che fate non è in funzione di nient'altro. [...]".
Unisciti alla pratica Restore & Reset, il lunedì dalle 19.30 alle 20.30 online. Nessuna aspettativa, niente di speciale. Solo noi, esattamente come siamo oggi.](https://scontent-den2-1.cdninstagram.com/v/t51.82787-15/825269922_18051187244658939_5334357050499234642_n.jpg?stp=dst-jpg_e35_tt6&_nc_cat=110&ccb=7-5&_nc_sid=18de74&efg=eyJlZmdfdGFnIjoiQ0FST1VTRUxfSVRFTS5iZXN0X2ltYWdlX3VybGdlbi5DMyJ9&_nc_ohc=cJtFJel_KFMQ7kNvwEIktSg&_nc_oc=Adol1mhPyaYZgVlmpTDGTcGe55uYhjvF8Zw4uCCu5Nxt5Tu-O-yhZXumIqkm-HSg9nc&_nc_zt=23&_nc_ht=scontent-den2-1.cdninstagram.com&edm=ANo9K5cEAAAA&_nc_gid=8RXugd_Hmhl8tNXVtTtDwA&_nc_tpa=Q5bMBQJqEJ8QYhU5UnH-wRdlY5tpSyJ_EbkM3SiteMFaVTXkuJyG0A4oE8LM8yvNBjU2Gg6WyWYLPN7C&oh=00_AQMRc3Ys_pXnE0vIF_PcUtmZwlPSoV3OeYMk8I_oBt9QJg&oe=6ADB9FEA)












![[English version in the comments] Ogni segmento della colonna ha ruoli, curve e range diversi e parlare di “estensione della colonna”, quelli che comunemente sono chiamati backbend, come di un unico movimento è una semplificazione didattica, non anatomica.
In realtà i backbend non sono solo movimento attraverso la colonna e della colonna nello spazio, ma anche estensione delle anche, movimento delle coste, orientamento scapolare, relazione con il respiro e il ruolo di una vertebra toracica (T12 o il complesso T11+T12). Siamo una cosa unica, non pezzi di corpo.
Se questi punti non contribuiscono al movimento, qualcosa si sta sostituendo al loro posto. Normalmente sono i poveri lombi, già naturalmente "lordotici": questa zona si sovraccarica, generando una compressione più che un'estensione.
T12 è da pensare come cerniera di transizione tra due mondi molto diversi della colonna. Trasforma il tipo di curva: sopra la curva primaria del torace, "cifotica" e sotto la curva secondaria del lombare. In un backbend ben organizzato, T12 media la transizione, evitando il collasso lombare.
È anche un punto chiave per il respiro: T12 è estremità inferiore della gabbia toracica, punto di relazione con il diaframma, ponte tra cavità toracica e addominale.
Nella mia pratica e nelle lezioni che insegno facilito la consapevolezza di questi movimenti grazie anche a props come blocchetti, cinture, coperte e sedie, arrivando gradualmente a movimenti sostenibili, distribuiti e vivi.
Mi trovi negli spazi di @posturallab_ (via Agadir 22, San Donato Milanese) il mercoledì dalle 19 alle 20 e il giovedì dalle 20 alle 21. Ti aspetto!](https://scontent-den2-1.cdninstagram.com/v/t51.82787-15/675490871_18028981652658939_34960079222765265_n.heic?stp=dst-jpg_e35_tt6&_nc_cat=109&ccb=7-5&_nc_sid=18de74&efg=eyJlZmdfdGFnIjoiRkVFRC5iZXN0X2ltYWdlX3VybGdlbi5DMyJ9&_nc_ohc=OC7U2XhqQfYQ7kNvwEEY_Es&_nc_oc=AdpMgvzJujlLSn6jIkDIds9ufKB-ZRqnWGB5vZuTdAfFNBLejSh0ybBMoH1Y7ytfj3A&_nc_zt=23&_nc_ht=scontent-den2-1.cdninstagram.com&edm=ANo9K5cEAAAA&_nc_gid=8RXugd_Hmhl8tNXVtTtDwA&_nc_tpa=Q5bMBQK9O0bLAx0nUIhzHbrVURJMuE8r0BjEG8SDz0srHp5O-gFw0f23gANNnAYTWgh-eLDWG0ZBLhIp&oh=00_AQNizB0jrI-s9SyimtZ0GxRBdNoOe1wEgAQGRBsU5wjexw&oe=6ADBA759)




